domenica, 04 novembre 2007

Critici si nasce o si diventa?

Leggo su Vanity Fair - non lo compro quasi mai giuro! - una recensione a cura di Irene Bignardi di un libro in realta uscito anche in lingua italiana molti tipo 30 anni fa! Ok lo avra ristamapato ora Einuadi ma da come lo recensisce l' Irenesembra uscitro ieri.  Trattasi di  Enormi cambiamenti all'ultimo minuto" di Grace Paley che anche io lessi 25 anni fa ai tempi di ballo di famiglia di Leavitt, di Histtory of my life di ian  McInerney, tutti libri che forse per la Irene Bignardi devono ancora essere scritti forse ?
Poi sempre in quell'articolo dice che Grace Paley ha 85 anni ma in realta  è morta!
PS Se  hai dei dubbi su quanto sto affermando  leggi qui


[Enormous Changes at the Last Minute (short stories,   1974 gulp!)
postato da: ussarothinking alle ore 18:30 | link | commenti (14) | commenti (14)
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Commenti
#1   04 Novembre 2007 - 22:30
 
ma vanity fair non è un settimanale femmnile?
io non lo compro mai.
ne mai compro i settimanali femmnili.
nemmeno quelli maschili.a dire il vero.
perche leggi vanity fair?
non basta legegrlo semmai dal parrucchiere o dal dentista?al solo scopo di passare il tempo.
per quel che dici ,ci credo che la scrittrice si scomparsa.di sfondoni se ne leggono sempre tanti e che sia la bignardi a dirlo non mi cambia nulla.
ma la bignardi non faceva il critico cinematografico su pagine piu serie?
i soldi...eh?
butta vanity fair...dai.

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#2   04 Novembre 2007 - 22:56
 
VANITY FAIR???? :o
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#3   05 Novembre 2007 - 08:53
 
questi steccati li trovo sciocchi comunque leggo di tutto- sono un lettore maniaco ossessivo- da micromega a cronaca vera
(ps ma queste cose non potremo scrivercele nei pvt ::)) ?)
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#4   05 Novembre 2007 - 10:17
 
vanity fair è parecchio brutto, ma se uno non l'ha mai sfogliato come fa a dirlo? il post comunque è su altro, ovvero sulla crescente sciatteria del giornalismo. perché non scrivi a bignardi un'errata corrige?
utente anonimo

#5   05 Novembre 2007 - 10:28
 
Della mancanza di professionalità - alla fine di questo si tratta - di TANTI (siano essi scrittori, critici, venditori di libri, dischi o scarpe) ormai ci ho fatto il callo, anche se continuo a trovarla odiosa per lo più quando è "pubblica", quando è di che scrive su giornali e riviste (o dice un telegiornale ecc...)

(Dagli altri - i non giornalisti/critici/ scrittori pubblici - magari dopo la prima volta posso non andar più a servirmi, anche se -causa "flessibilità" - capisco che trovare un lavoro come "commesso" in un negozio di dischi o di scarpe, per il "fortunato" - non interessato alla cosa ma a sbarcare il lunario! - sia in genere più o meno equivalente).

Però, davvero, la superficialità con la quale molte cose imprecise o sbagliate vengono scritte o dette sui giornali o in tv, e NON a causa di refusi!, la trovo, nonostante il callo che ci ho fatto, una cosa davvero ODIOSA!

Mi stupisco dell'Irene, che non mi pareva far parte della "ghenga", e quindi mi sorge spontaneo il dubbio: ma queste persone, alla fine, scrivono davvero loro i pezzi o succede che, almeno talvolta, li subappàltino? O che magari qualche volenteroso "correttore di bozze" li scorregga, magari apposta, per provocare un'indignata protesta, una sollevazione popolare (improbabile, eh?); allora magari avviene per uno studio sociologico per vedere fino a che punto siamo in grado di "bere" qualsiasi panzana!!!; oppure -infine- è solo mancanza di cura: tanto chi scrive sa l'importanza che la maggior parte dei lettori(?) danno a uno scritto su VF (come su qualunque altro giornaletto o quasi)... E forse (forse) quest'ultima è la meno triste delle ipotesi...

(scusa la lunghezza del post... la prossima volta lo subappalterò a una persona col dono della sintesi e della chiarezza! ;-P )
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#6   05 Novembre 2007 - 10:34
 
Beh, il post dell'utente anonimo che ha scritto prima di me dice quasi le stesse cose che volevo dire io (se non altro il concetto più importante: la sciatteria crescente del giornalismo); ma l'ha fatto in 2 righe 2!
10 e lode :-)
Quasi quasi, se vuole, lo assumo come mio personale ghost writer... :-)
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#7   05 Novembre 2007 - 10:44
 
Ah, dimenticavo... Gli enormi cambiamenti della Paley li lessi anch'io tanto tempo fa, più o meno come ussaro, all'"epoca" dei primi leavitt o, più giustamente -visto il tipo di racconti - dell'ultimo, mai troppo rimpianto, Carver.
Allora li trovai bellissimi ed emozionanti. Quindi, anche se non sono la Bignardi e non ho letto cosa dice su VF, il libro, qui citato come "casus belli" a chi non l'ha letto, mi sento personalmente "in dovere" di consigliarlo.
Buona lettura!
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#8   05 Novembre 2007 - 11:42
 
Paley, Grace, Enormi cambiamenti all'ultimo momento, (1960), Milano, La
Tartaruga, 1982
utente anonimo

#9   05 Novembre 2007 - 13:19
 
Magari, mi viene in mente ora (ma non giustifica omunque la "cialtronaggine"), l'articolo era stato scritto già da alcuni mesi -giusto il tempo di morire (come canta battisti) - e quando l'hanno pubblicato nessuno s'è preoccupato di verificare che fosse ancora viva.
Mi pare la cosa più probabile!
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#10   05 Novembre 2007 - 21:25
 
dato che non "c'è due senza tre", mi chiedo:
'esiste una terza bignardi di cui potrai parlare nel prossimo post?'
a..
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#11   05 Novembre 2007 - 21:25
 
ma non importa leggerlo per saper che è brutto,è proprio il genere.. ...comunque ognuno legge quel che vuole ,questo va da se.
pero sinceramente a me non cambia un epsilon se la bignardi tira sfondoni.. ma è soggettivo
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#12   06 Novembre 2007 - 21:47
 
:)
che vuol dire che vivo la tua vita di 30 anni fa??
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#13   06 Novembre 2007 - 23:15
 
@justmelody: che erano circa gli anni 80 che vidi il primo concerto di bombardieri su beirut :))
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#14   09 Novembre 2007 - 12:21
 
Eccomi qui mio Ussaro (ps perchè non ci vediamo...io sono sola e sto male.. similemte a te, forse, soltanto forse...)
Critici si è.
Si imparano tecniche, strumenti che ci possomno fornire un viatico semplice. ma il Vero critico non poggia su di essi ma su se stesso. Sulla sua incoercibile, precipua, capacità di analizzare.. E questo non si può insegnare. MAI. Critici si è in radice profonda o non lo si è... E' come per il poetichese... SEi artista o non lo sei: e non lo puoi impararare. Non è vero che la critica sia una tecnica, efffatto è un lavoro artistico sull'arte di qualcuno. Questo è ed io sono specializzata in critica letteraria, abbiate fiducia...comunque accetto contraddittori.
Con tanto affetto per il mio ussaro.
Simo
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